Orizzonte scuola docenti ata

il giornale degli operatori della scuola

IL COMPONENTE DI UN ORGANO COLLEGIALE HA UN INTERESSE QUALIFICATO AD ACCEDERE AGLI ATTI DELL’ORGANO DI CUI FA PARTE.

Importante pronunciamento della Commissione di accesso agli atti amministrativi della PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – ROMA.

Un docente di ruolo  dell’ I.C. “Capozzi- Galilei” di Valenzano (Bari) in qualità di membro di diritto di alcuni consigli di classe ha prodotto richiesta di accesso agli atti ed estrazione di copia dei verbali afferenti a tali organi collegiali (per il periodo 2 Settembre 2016 – 23 marzo 2017) ai sensi della L.241/90 e ss. s.m.i.

La Dirigente scolastica dell’ istituto in questione negava l’accesso agli atti formulato dal docente con nota del  26 Aprile 2017 adducendo motivazioni inconferenti ed oltremodo infondate rilevandone l’inammissibilità per mancata specificazione dell’interesse all’accesso tenuto conto che i verbali de quibus non erano stati fatti oggetto di “rilevazione” da parte dei genitori e dagli altri componenti docenti dei consigli di classe.

Avverso tale diniego il docente aveva adito con ricorso la Commissione di accesso agli atti amministrativi della Presidenza Consiglio dei Ministri affinchè valutasse la legittimità del diniego così opposto dall’ Ammnistrazione resistente affinchè assumesse ogni consequenziale determinazione.

Nel ricorso veniva rilevato che “Il diniego all’accesso e alla estrazione di copia dei verbali delle sedute dei consigli di classe per il periodo 2 settembre -23marzo 2017 , si appalesa manifestamente illegittimo.

Difatti, il ricorrente risulta essere membro di diritto dell’organo collegiale consiglio di classe e dunque ha pieno titolo ad accedere e a conoscere gli atti di tale organo di cui  egli stesso fa parte a pieno titolo.

L’art. 43 del D.L.vo 297/94 rinvia genericamente alla L 241/90 in materia di pubblicità ed accessibilità. Indubbiamente i verbali sono accessibili. La Nota 21 maggio 1980 Prot. n. 1404 precisa che “gli atti degli organi collegiali della scuola devono essere tenuti a disposizione dei membri degli organi stessi; di essi può essere rilasciata copia ai membri predetti, in relazione alla funzione che sono chiamati a svolgere, e agli enti locali (regione, provincia, comune) interessati sotto vari aspetti alla gestione della scuola. Il rilascio di copie degli atti predetti a privati, deve essere eventualmente effettuato con l’osservanza della normativa contenuta nella C.M. 20 luglio 1977, n. 193, prot. n. 61624/939 di questo Ministero”.

Anche la CM 105/75 dispone all’art. 13 “I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell’Ufficio di segreteria del circolo od istituto e – per lo stesso periodo – sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta.”

E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, con sentenza 2423, depositata il 6 maggio 2013. con il seguente principio di diritto: “Il componente di un organo collegiale dell’amministrazione ha un interesse concreto e diretto, oltre che qualificato, a disporre di copia degli atti e dei verbali inerenti all’attività del collegio stesso, per verifica, approfondimento, memoria dell’iter di formazione della volontà collegiale (cfr. Cons. Stato, VI, 9 giugno 2005, n. 3042); disponibilità che non può essere circoscritta solo all’occasione delle riunioni cui egli partecipa o della apposizione della firma ai verbali ad esse relativi. Proprio alla qualità di componente di organo collegiale dell’istituzione scolastica si riconnette l’interesse, cui la disponibilità della documentazione può essere funzionale, ad ogni utile iniziativa sul piano propositivo e deliberativo per il miglior perseguimento degli interessi di rilievo pubblico che fanno capo all’istituzione stessa”.

La dirigente dell’ istituto Capozzi Galilei di Valenzano depositava memoria difensiva in cui richiedeva il rigetto del ricorso.

Il 18 Maggio 2017 la Commissione riunita in adunanza plenaria riteneva il ricorso proposto dal docente meritevole di accoglimento atteso che essendo un componente dell’Organo Collegiale nell’ambito delle riunioni in cui sono stati redatti i verbali richiesti, riveste una posizione differenziata che legittima la richiesta di accesso relativa all’attività di verbalizzazione delle sedute dell’Organo collegiale di cui è parte. Il componente di un organo collegiale ha un interesse qualificato all’accesso che deriva dall’esigenza di conservare una traccia documentale  dell’attività svolta dall’organo collegiale di appartenenza che finisce per legittimare, conseguentemente il controllo della regolarità degli stessi atti oltre che la veridicità di quanto verbalizzato dal collegio.

Un pronunciamento importante che chiarisce il diritto di ogni docente a poter accedere ed estrarre copia di tutti gli atti degli Organi collegiali scolastici di cui fa espressamente parte.

Annunci

giugno 1, 2017 Posted by | Amministrazione scolastica, attività sindacale, docenti, sentenze | Lascia un commento

Condannato dal TAR Puglia Lecce l’ Ufficio Scolastico Provinciale di Brindisi

Il Tar Puglia sez. di Lecce con sentenza del 30 Ottobre 2008 ha riconosciuto il diritto di accesso ad atti di procedura concorsuale gestiti dall’ U.S.P. di Brindisi sul quale si era formato silenzio rigetto, condannando lo stesso U.S.P. di Brindisi a 750 Euro di spese legali oltre I.V.A. e C.A.P. nelle misure di legge.Veniamo ai fatti: L’ U.S.P. di Brindisi per delega ricevuta formulava per il personale ATA le graduatorie permanenti a.s. 2008/09 meglio conosciute come gradutorie dei 24 mesi di servizio.

Da tale procedura veniva escluso il sig. C.C. il quale ai sensi della L. 241/90  e successive modificazioni ed integrazioni esercitava il diritto di accesso motivato agli atti degli altri concorrenti al fine di verificare la regolarità della procedura ed eventualmente instaurare contenzioso nel merito.

A tale richiesta si formava il silenzio-rigetto avverso il quale veniva esperito il rimedio giurisdizionale previsto dall’art. 25 della L.241/90 innanzi al TAR competente.

Infatti ha osservato il TAR che nel caso di richieste di accesso agli atti concorsuali e paraconcorsuali non è pensabile opporre un rigetto per motivi di riservatezza dei dati degli altri concorrenti essendo tali atti (curricula, titoli,pubblicazioni, ecc.) per la loro natura pubblici in quanto relativi ad una attività di valutazione di tipo comparativo nell’ambito di una procedura “lato senso” concorsuale.

La vicenda comunque comporta una riflessione: nonostante l’invito dei delegati sindacali rivolti all’U.S.P. di Brindisi lo stesso ha inteso far instaurare un contenzioso che si è poi riflesso negativamente sull’erario: tanto poi paga pantalone!

dicembre 20, 2008 Posted by | sentenze | , , | Lascia un commento

Condannato per ingiuria dirigente scolastico

Nel corso di una contrattazione integrativa d’Istituto offendeva il docente proferendo nei suoi confronti le parole “Si vergogni lei che non lavora e fa finta di lavorare” e questo solo perché esigeva il rispetto della normativa sull’amministrazione della scuola e faceva rilevare le inadempienze del Dirigente scolastico relativamente all’anno precedente.

Ma v’è di più. Con sentenza del 17 novembre 2008 è stato condannato anche il collaboratore del D.S. perché, nei giorni in cui l’istituto era in sciopero a causa del blocco da parte del D.S. delle esercitazioni di laboratorio, aveva offeso il docente proferendo la frase “ Sei il solito stronzo” . Questa volta il docente, quale rappresentate del Consiglio d’Istituto e R.S.U., era reo di chiarire agli studenti, mediante una lettera che le manifestazioni di sciopero, a parere suo, erano illegittime perché i fatti erano completamente diversi da quelli rappresentati dal Dirigente.

E’ il caso di rammentare che per tali fatti per cui oggi vi è condanna, il docente era stato sottoposto a procedimento disciplinare da parte del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, il quale organo, basandosi sulla relazione del Dirigente che prendeva le parti del suo collaboratore, irrogava giorni tre di sospensione dello stipendio con effetti anche ai fini pensionistici. In merito il docente era costretto quindi a rivolgersi alla Giustizia ordinaria che ut supra gli ha dato ragione. Si aprono ora nuovi scenari il primo dei quali è il risarcimento dei danni da parte dell’Amministrazione scolastica.

Nelle motivazione della sentenza il Giudice fa rilevare che il comportamento del Dirigente è riprovevole in quanto non può permettersi di offendere l’onore ed il decoro di un altro docente.

E’ evidente che il Dirigente passa la maggior parte del suo tempo nelle aule del Tribunale di Modica per fatti attinenti alla funzione che ricopre. Si ricorda che lo stesso è stato già condannato per comportamento antisindacale ; ha patteggiato nel processo penale per inadempienza al decreto del Giudice relativo al comportamento antisindacale e le pendenze con la Giustizia Ordinaria non sono finite.
Una domanda sorge spontanea. Perchè l’Amministrazione scolastica non ha preso mai alcun provvedimento nei confronti del detto Dirigente?

martelletto3

dicembre 19, 2008 Posted by | sentenze | | Lascia un commento